Archivi tag: Danza

LA NATURA CURVA DELLE PARETI – GRASSI.SACCOTELLI.TÈ

Veniamo accolti davanti all’ingresso di Palazzo Segesta da una figura interamente vestita di blu, Marco Tè: un narratore, forse un sognatore, che ci introduce al viaggio. Racconta di come lui si perda negli sguardi della vita quotidiana, di come segua una linea che però gli sfugge… perché la vita, in fondo, procede sempre per deviazioni. Non siamo soli in questo attraversamento: il suo sguardo rimbalza sul nostro, anticipa poeticamente ciò che potrebbe accadere durante lo spettacolo. Nulla sfugge al suo racconto: ogni situazione che appartiene alla vita dell’oggi – una macchina che suona il clacson, lo sguardo di un passante, una persona che vive nel palazzo – viene accolta e trasformata in parte della narrazione.

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ALLORO_VARIETÀ AUREA – TECNOLOGIA FILOSOFICA

Dialogare di ciò che è accaduto all’interno di Officine Caos durante Alloro_varietà aurea è complesso; e ancora più complesso è parlare di teatro, di danza, di performance… in sostanza, parlare dell’accadimento. La difficoltà sta nel raccontare ciò che abbiamo vissuto senza essere né troppo sentimentali né rigidamente tecnici, né tantomeno didascalici. Alloro_varietà aurea è uno spettacolo che accoglie una moltitudine di linguaggi, umani e scenici, nel quale il pubblico esiste come co‑autore dell’accadimento. Il lavoro pensato da Francesca Cinalli e Paolo De Santis, ideatori e performer, insieme alla performer Elena Pisu, non parla soltanto di memoria, ma di ciò che la rende umana e di come essa ci attraversa.

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INTERVISTA A STEFANO MAZZOTTA – COMPAGNIA ZERO GRAMMI

I luoghi che ospitano il teatro, la danza o la performance sono spesso luoghi che possono apparire come una parentesi nel nostro quotidiano. Posti nel quale ci abbandoniamo a delle ore di riflessione, divertimento, empatia, tristezza e così via e non appena usciamo da quelle porte e ci riaffacciamo sul mondo, tutto torna ad avere il gusto della nostra vita con un pezzetto in più proveniente dallo spettacolo. Per la prima volta, sono stata in un luogo che si presenta allo stesso modo ma che all’uscita mi ha donato molto di più, sto parlando di Casa Luft della Compagnia Zerogrammi. La sede si presenta come una casa, un luogo accogliente e caloroso, nel quale sentivo di sostare quanto desideravo e poter vivere la magia del dietro le quinte con la massima libertà. Ad aprirmi le porte di questa Casa è stata Valentina Tibaldi, Stefano Mazzotta, Amina Amici, Damien Camunez, Martina Cinti e Pierandrea Rosato che mi hanno reso subito parte dell’unico mondo in grado di far vivere e percepire il senso di umanità…il mondo artistico. Con tali premesse, lascio la testimonianza dell’intervista a Stefano Mazzotta – direzione artistica, coreografo e danzatore – della compagnia.

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VIRO – Michele Abbondanza e Antonella Bertoni

Inaugura,alla Casa del Teatro Ragazzi, il Festival Interplay/25 con lo spettacolo di Antonella Bertoni e Michele Abbondanza che come sempre ci accompagnano in dimensioni che incantano per la loro simbologia.

VIRO, interpretato da due danzatori precisi nell’esecuzione e che iniziano con semplici gesti del quotidiano per poi amplificarli, sottrarli e dettagliarli sugli impulsi elettronici di Byetone, ci porta  nel mondo maschile e  in  quello virale: X e Y.

Sono due danzatori dalla chioma grigioblu, ma ci parlano di un personaggio, di un maschio femmineo che ostenta l’inessenziale.

Viro è un’identità spezzata e ferita, è l’uomo contemporaneo, la tensione erotica, la spregiudicatezza e anche un velo di ironia che delinea la sua ovvietà.

 Sul finale una voce robotica  pone delle simboliche e retoriche domande: “Ciao Y! Ciao X! Anche tu da queste parti? Chi, io? Hai voglia di farmi compagnia? Potremmo anche.. Tu non sei stanco? Non mi dire.. Chi, io? Oh, sì, tu, davvero, X”

La Bertoni spiega come i due avatar stiano aderenti alla musica elettronica che impone il proprio ritmo, creando una partitura sociologica per leggere il nostro tempo.

Un lavoro estremamente attinente alla società odierna, curato nei dettagli e che lentamente ti cattura nella sua esasperazione ,facendoti quasi empatizzare con X e Y per la loro banalità che trasuda fragilità emotiva in un gesto cosi ritmicamente preciso.

Alessandra Lai

di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
coreografia Antonella Bertoni
regia Michele Abbondanza
con Cristian Cucco e Filippo Porro
disegno luci Andrea Gentili
direzione tecnica Claudio Modugno
sound design Giacomo Plotegher
consulenza musicale Marco Dalpane
organizzazione, strategia e sviluppo Dalia Macii
amministrazione e produzione esecutiva Francesca Leonelli
comunicazione Erika Parise
ufficio stampa Marilù Ursi
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni

Con Il Sostegno Di Mic – Ministero Della Cultura, Provincia Autonoma Di Trento, Comune Di Rovereto, Fondazione Cassa Di Risparmio Di Trento E Rovereto
Con Il Contributo Di Cassa Rurale Vallagarina Bcc
Si Ringrazia Danio Manfredini, Nadezhda Simenova, Orlando Cainelli

Artisti vincitori del premio Danza&Danza Migliori Interpreti, premio Danza&Danza per Miglior Produzione Italiana dell’Anno 2017, Premio alla Carriera nel 2019, Premio UBU 2021 Miglior Spettacolo di Danza

BEHIND THE LIGHT – CRISTIANA MORGANTI

Dove si nasconde il significato

Uno spettacolo coinvolgente, simpatico, provocatorio ma soprattutto capace di attirare magneticamente l’attenzione dello spettatore per tutta la durata della performance. Questa è l’anima centrale dell’opera che Cristiana Morganti porta sul palco dopo il lungo periodo della pandemia. Un racconto, nato dalla trasformazione di un progetto precedente che non ha potuto realizzarsi a causa del COVID. Da quel periodo l’attrice si porta dietro la frustrazione, la necessità di esprimersi e la grande voglia di sfogarsi, che riesce a trasportare sulla scena utilizzando anche un coinvolgente senso umoristico condito anche da qualche provocazione verso gli spettatori.

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Carcaça- Torinodanza Festival 2024

Il 20 ed il 21 settembre, alle Fonderie Limone per il Torinodanza Festival 2024, è andato in scena lo spettacolo di Marco da Silva Ferreira, Carcaça, una prima nazionale che si impone nel panorama teatro danza come rivelazione della stagione internazionale. Una vera e propria performance nata dalla commistione di diverse arti tra cui: l’arte visiva, la coreografia luci, l’utilizzo della voce e l’uso del corpo, esso stesso veicolo del cambiamento. 

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Il combattimento di Tancredi e Clorinda- Torinodanza Festival 2024

Nella Sala Piccola delle Fonderie Limone è andato in scena il 20 ed il 21 settembre lo spettacolo Il combattimento di Tancredi e Clorinda, una co-produzione del Torinodanza Festival. Un piccolo gioiellino la cui narrazione si concentra sul contrasto tra amore ed odio e le emozioni che li accompagnano. Struggimento, paura, rancore e risentimento, vengono elegantemente rappresentati dai ballerini Gador Lago Benito e Alberto Terribile, accompagnati dall’intensa performance canora del tenore Matteo Straffi e del clavicembalista Deniel Perer.

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Freedom Sonata by Emanuel Gat-Torinodanza Festival 2024

<<Il fatto che qualsiasi insieme di condizioni (HOW) si traduca sempre in incentivi specifici (WHY) per gli individui coinvolti, è ciò che definisce il ruolo del coreografo. Poiché c’è sempre il problema di dover predefinire queste condizioni//incentivi, in base alla propria visione del mondo. Domande primordiali come autorità, sovranità, libertà, verità, entrano in gioco nel processo di definizione delle condizioni coreografiche.>> Emanuel Gat

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MADE4YOU X EKO – PALCOSCENICO DANZA

5 temi con variazioni | It takes one | Welcome two | Carte blanche

Giunto alla sua ottava edizione, Made4You, sotto la direzione artistica di Pompea Santoro, in collaborazione con il TPE, Paolo Mohovich e Palcoscenico Danza, è un progetto che spalanca le porte sul mondo della coreografia, quest’anno interamente dedicata all’Eko Dance Project. Tre giovani coreografi, ex danzatori dell’Eko Dance Alta Formazione e ora professionisti in compagnie di prestigio, condividono le loro creazioni sullo stesso palco: Simone Repele, Sasha Riva, Edoardo Cino e Tiziano Pilloni. Protagonista della serata, Fernando Suels Mendoza, figura di spicco del Tanz Theater Wuppertal di Pina Bausch.

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CECITÀ – VIRGILIO SIENI

Quando si entra a teatro, solitamente, è prassi comune svolgere un certo tipo di rituale comportamentale: guardarsi un po’ intorno per cercare il proprio posto, poi scrutare qua e là tra la baraonda di persone alla ricerca di qualche faccia amica con cui scambiare una chiacchiera e infine entrare in maniera più o meno unanime in uno stato di chiara attesa, che coglie ognuno in modi inaspettati e diversi ma che pone quasi sempre le persone di fronte ad un sipario, nero e ben tirato. E a meno che non si abbia letto il libretto di sala o si abbia visto il trailer su YouTube, non ci si aspetta nulla. Il sipario nero ti conferma un non detto, lo sguardo comincia la sua esperienza teatrale in modalità neutra.  

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