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COLLETTIVO MINE – ESERCIZI PER UN MANIFESTO POETICO

“L'occhio aperto e l'orecchio vigile trasformano le più piccole scosse in grandi esperienze. Da tutte le parti affluiscono voci e il mondo risuona.”
V. Kandiskij

Il Collettivo MINE viene ospitato al Festival Interplay ’22 con lo spettacolo che segna la nascita del gruppo, nato dall’incontro artistico tra cinque coreografə il cui intento è quello di sperimentare un lavoro di creazione orizzontale e una scrittura a dieci mani, attraverso un percorso di ricerca nutrito da costante condivisione e contaminazione di pratiche e linguaggi. Ed è il palco della Lavanderia a Vapore di Collegno, che ricordiamo essere l’unico centro di residenza per la danza in Piemonte, nella cornice, appunto, del festival di danza contemporanea e performing arts Interplay/22, ad accogliere nella serata di mercoledì 8 giugno MINE con Esercizi per un manifesto poetico, in prima regionale.

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RE-PLAY / ROUND TRIP – GISELDA RANIERI / ROBERTO TEDESCO

Nella serata di sabato 28 maggio, una settimana dopo l’opening dell’ultima edizione di Interplay 22Festival internazionale di danza contemporanea e performing art – sono andati in scena al Teatro Astra di Torino i lavori di Giselda Ranieri, Roberto Tedesco e Thomas Noone. Gli ultimi due firmano le coreografie per la MM Contemporary Dance Company di Michele Merola. Il Festival, che, come nelle precedenti edizioni, vuole essere un luogo di incontro tra giovani artisti nazionali e internazionali, pubblico e operatori, quest’anno tocca tematiche che vanno dalle diseguaglianze sociali alle discriminazioni di genere, senza spostare troppo lo sguardo, in ogni caso, dal tema di fondo, ovvero la bellezza che, mediante l’arte, può anche divenire importante strumento di lotta alla violenza. In questa edizione di Interplay/22, inoltre, anche lo spazio performativo acquista particolare importanza e, attraverso una programmazione che esplora luoghi periferici, o inconsueti, della città per performance outdoor, tenta di smarcarsi dagli spazi generalmente adibiti all’intrattenimento e allo spettacolo dal vivo. Desiderio che si è senz’altro intensificato nel ritorno del festival in presenza, dopo i due scorsi anni, colorandosi di un entusiasmo che sembra voler rilanciare una tematica molto citata già da fine anni Sessanta, quella del “decentramento”, ma che di fatto, il più delle volte e negli anni a venire, si è risolta in progetti astratti o estemporanei. Per quanto riguarda, invece, il panorama internazionale, per quest’edizione il focus è sulla Spagna, con cinque compagnie selezionate all’interno della rete spagnola A Cielo Abierto, sempre nell’ottica di portare in scena il più possibile artistə fuori dai circuiti mainstream, e mostrare i percorsi più inediti e più interessanti della scena extra-nazionale.

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WHITE OUT – LA CONQUISTA DELL’INUTILE DI PIERGIORGIO MILANO

White Out è l’omaggio a tutti gli alpinisti che sono spariti, o che scelgono il rischio di sparire, nel bianco senza fine delle altezze. I conquistatori dell’inutile.”

Giovedì 31 marzo 2022 la stagione Palcoscenico Danza di TPE ha ospitato al Teatro Astra l’ultima data torinese, dopo un intenso percorso a tre anni dal debutto nazionale, di White Out – la conquista dell’inutile di Piergiorgio Milano. Ad accoglierlo il tutto esaurito in sala e un pubblico che attende frizzante l’inizio dello spettacolo. La scena, invece, all’opposto della platea, è vuota e silenziosa, ricoperta soltanto da un lieve strato di neve; un vuoto che sembra prepararsi, come a prendere la rincorsa, ad esplodere in tutta la sua affascinante forza solitaria. Durante i sessanta minuti seguenti, infatti, il pubblico verrà trasportato sulla vetta di una montagna a 7000 metri di altitudine. Non si vedrà davvero una montagna in scena, ma il freddo, il rumore del vento, una solitudine bianca e la paura, andranno ad abitare l’immensità di uno spazio senza coordinate precise, dove l’aspirazione a scalare una vetta sarà l’unico obiettivo certo. Quale sarà la forma – reale o immaginaria – di questa vetta, cambierà a seconda dello sguardo. Ma questo non è ciò che conta veramente, come non è fondamentale domandarsi chi resterà vivo, oppure no, al termine della spedizione. La lanterna che illumina questa storia di moltitudini sarà la determinazione che spinge l’uomo a tenere salda la fune, sospesa nel vuoto, per compiere gli ultimi passi di una parete invisibile, e giungere, infine, alla conquista della propria – inutile – vetta.

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MADE4YOU 2022 – EKODANCEPROJECT

Coreografie pink al Made4you 2022

Il 4 e 5 marzo 2022 è andata in scena Made4you-pink, la produzione a firma di Eko International Dance Project all’interno della rassegna Palcoscenico Danza 2022, diretta da Paolo Mohovich. Dopo due anni di attesa e di rinvii causati dalla situazione pandemica è stato recuperato lo spettacolo (già pronto dal febbraio 2020) che propone i lavori di cinque coreografe ed è dedicato al ricordo di Mirella Freni, Carla Fracci e Raffaella Carrà. Spiega la direttrice artistica di Eko Dance Project, Pompea Santoro: «Finalmente il Made4You – pink andrà in scena. Mancavano due giorni al debutto previsto per il 25 febbraio 2020 e doveva essere una serata dedicata al ricordo del soprano Mirella Freni, scomparsa proprio in quei giorni. Poi lo scoppio della pandemia. Sono passati due anni e, nonostante il nostro tempo si sia fermato, la vita è andata avanti portandosi via altre due grandissime artiste: Carla Fracci e Raffaella Carrà. Tre donne, che con la loro arte ci hanno ispirato lasciandoci un grande patrimonio artistico a cui attingere. A loro sarà dedicata la serata. Il gruppo di danzatori oggi è molto diverso rispetto a quella prima edizione, ma è proprio questo a rendere il progetto così speciale. Le coreografie vengono cucite addosso ai danzatori, con uno scambio creativo tra danzatore e coreografo che quest’anno è tutto al femminile».

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SCRITTO SUL MIO CORPO – COMPAGNIA EGRIBIANCODANZA

Compagnia EgriBiancoDanza / BowLand / Silvia Giulia Mendola

Sabato 19 febbraio si è svolto il secondo appuntamento di Moving Bodies, Open Your Mind – Una nuova stagione spettacolare, la prima rassegna coreutica nata dalla collaborazione di OGR Torino e Fondazione Egri per la Danza/IPUNTIDANZA, con il supporto di Fondazione CRT, che prevede quattro spettacoli della Compagnia EgriBiancoDanza nelle suggestive cornici di Sala Fucine e Duomo. Sul palco, in quest’occasione, lo spettacolo Scritto sul mio corpo, dove le coreografie di Raphael Bianco guidano i danzatori della compagnia in un dialogo a tre, con la musica dal vivo dei BowLand, e il monologo interpretato da Silvia Giulia Mendola.

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CELESTE | APPUNTI PER NATURA – RAFFAELLA GIORDANO

“La natura è spesso nascosta, qualche volta sopraffatta,
molto raramente estinta”.
Francis Bacon

Le luci si accendono lentamente, dalla quiete una persona appare e si insinua delicatamente nello spazio dominato ancora dall’oscurità. Con estrema cura prepara il campo di quel luogo denso che abiterà insieme al pubblico nel tempo concesso, sulle note leggere di un pianoforte e qualche suono della natura. Un tempo che pare essere lontano, sbiadito eppure vivido, intrecciato in qualche modo ai ricordi e a una nostalgia di bambina, che contemporaneamente si specchia e si ritrova al presente, dove vengono tracciati i segni e le forme mutate di ciò che è appena germogliato. Con questo solo Raffaella Giordano dona – a chi è disposto ad accoglierlo – un frammento di un viaggio che è la vita stessa, attraverso il linguaggio del corpo che semplicemente si lascia essere. Creatura senza età che crea forme e fluisce, con leggerezza e rigorosità.

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ALL AROUND – METTE INGVARTSEN / WILL GUTHRIE

È impossibile spiegare ciò che la danzatrice danese Mette Ingvartsen e il batterista Will Guthrie hanno fatto accadere nella performance All Around. Una danza guidata da un unico assolo di batteria, che trasporta lo spettatore dentro a un mondo di ritualità e trance unico nel suo genere.

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INTERVISTA A GERARDA VENTURA

Gerarda Ventura, direttrice artistica di Anghiari Dance Hub , inizia il suo percorso lavorativo ed artistico come danzatrice classica negli anni Ottanta lavorando con molti coreografi , tra cui Vittorio Biagi.

A partire dagli anni Novanta decide di interrompere la carriera di danzatrice e inizia a collaborare con piccole rassegne di danza contemporanea fino al 2014 quando viene invitata da Luca Ricci, Andrea Merendelli e Maurizio Settembri ad unirsi ad Anghiari Dance Hub.

” Come sta agendo Anghiari Dance Hub a fronte della pandemia?”

Fortunatamente – dichiara Gerarda- non hanno impedito lo svolgimento delle attività senza pubblico quindi (con tutte le precauzioni: sanificazioni, test molecolari,…) le prove e le residenze non hanno subito variazioni, diverse saranno invece le restituzioni perché non avverranno come al solito con il pubblico, i giornalisti e gli ospiti ma in streaming.

“Secondo lei quali scenari si apriranno per le arti performative?”

Sicuramente – sostiene Gerarda- le residenze digitali sono un campo d’indagine nuovo di come gli artisti possano usare le tecnologie per realizzare prodotti diversi dallo spettacolo dal vivo o dalla ripresa streaming. Un esempio è il centro di residenza regionale della Toscana, lanciato nella primavera scorsa da Armunia e Kilowatt a cui si sono accodati Anghiari Dance Hub, il circuito AMAT delle Marche e il circuito ATCL del Lazio.

Infine, vi segnalo le restituzioni dei danzatori che saranno online il 4 e 5 dicembre con l’acquisto di un biglietto nel sito di Anghiari Dance Hub ( https://anghiaridancehub.eu/ ).

Qui in basso il link all’intervista completa:

https://www.youtube.com/watch?v=T8LPluWIUWY&ab_channel=TeatrodamsTorino

9 modi per amare la danza in streaming

Teatri chiusi, cinema chiusi, strade deserte e maratone di serie tv. Sembra un copione già scritto, ed effettivamente è proprio così: la differenza sta solo nel fatto che fuori fa più freddo.

Questo è un anno difficile per il mondo dell’arte, e per chi – come noi – ne scrive. Ballerini, attori, cantanti, tecnici sono rimasti a casa, disoccupati, eppure l’opinione pubblica trascura queste categorie di lavoratori perché i loro impieghi sono ancora – tristemente – considerati marginali, di poca importanza. Perciò abbiamo deciso di contribuire anche noi a sfatare questo mito, venendo incontro alle abitudini che tutti – noi, blogger, e voi, lettori – abbiamo adottato in questo periodo di lockdown forzato.

Ecco quindi una lista di 9 proposte efficaci che il mondo della danza ha deciso di rendere disponibili online:

  1. Dance – Perché balliamo

Di cosa tratta: una docuserie in 5 episodi narrata dal coreografo e ballerino anglo-bangladese Akram Khan, che attraverso cinque tematiche – Identità, Storie, Anima e Corpo, Eros e Provocazione – esplora i motivi che hanno spinto l’uomo a cominciare ad esprimersi attraverso il proprio corpo. La serie esplora i più disparati stili di danza, dalla danza accademica al Tango.

Dove guardarla: Sky Arte, NowTV

2. Dance Rebels – A story of Modern Dance

Di cosa tratta: è un documentario della BBC che racconta la storia e l’evoluzione della modern dance a partire da Isadora Duncan, proseguendo con Martha Graham, Merce Cunningham, Michael Clark… fino a Boris Charmatz. 90 minuti di immagini e racconti appassionanti, che permettono uno sguardo più da vicino su una disciplina ancora poco compresa.

Dove guardarlo: Youtube, BBC IPlayer

3. Dancing Beethoven

Di cosa tratta: è un documentario che ripercorre il lavoro di Maurice Bèjart, ballerino e coreografo che ha reinterpretato il balletto classico – celeberrimo è il suo Bolero rappresentato da Jorge Donn -. Il lungometraggio riprende la ricreazione della coreografia che Bèjart ha creato sulla Nona Sinfonia di Beethoven nel 1960 da parte del Bejart Ballet Lausanne e del Tokyo Ballet, su musica dell’Orchestra Filarmonica d’Israele.

Dove guardarlo: Sky Arte, NowTV

4. Fuoriscena

Di cosa tratta: anteprima al Torino Film Festival 2013, il documentario mostra un intero anno nell’Accademia Teatro alla Scala, una delle accademie di danza più prestigiose al mondo. Quelle ad essere raccontate sono le storie di alcuni dei protagonisti che andranno a mettere in scena gli spettacoli della stagione 2011/2012.

Dove guardarlo: Prime Video

5. Move!

Di cosa tratta: 5 episodi, 5 storie. Sono quelle di Lil Buck e Jon Boogz, di Ohad Naharin, Kimiko Versatile, Akram Khan e Israel Galvan, protagonisti di levatura mondiale che raccontano la danza come movimento socioculturale, capace di incidere sulle vite delle persone.

Dove guardarla: Netflix

6. Lindsay Dances

Di cosa tratta: il documentario narra il percorso di vita di Lindsay Kemp, ballerino, coreografo e mimo che ha fatto dell’arte il suo mestiere. Personaggio eclettico del mondo della danza, Kemp ha collaborato con artisti del calibro di David Bowie e Marcel Marceau, diventando uno dei protagonisti più iconici del XX secolo.

Dove vederlo: RaiPlay

7. Paris is burning

Di cosa tratta: “Paris is burning” racconta la storia della comunità nera e ispanica LGBTQI+ ad Harlem, New York, precisamente nell’ambiente delle ballrooms e del vogueing degli anni ’80 – stile reso famoso dall’omonimo brano di Madonna ma esistente già dagli anni ’60 -. Un must see per chi vuole comprendere meglio le radici di questo stile così eclettico e appassionante.

Dove vederlo: YouTube

8. The other side

Di cosa tratta: è una videocreazione coreografica e musicale nata durante i tempi dell’isolamento, una collaborazione che vede la compagnia Aterballetto e la Filarmonica Arturo Toscanini insieme per portare avanti un progetto nuovo, fatto su misura per l’isolamento a cui tutti siamo costretti.

Dove vederlo: RaiPlay

9. We speak dance

Di cosa tratta: la ballerina e produttrice Vandana Hart ha ideato questa docuserie che la vede in viaggio per il globo, esplorando i legami che la danza crea fra le persone in Paesi come l’Indonesia, il Libano, la Francia, svelando anche quel lato sacrale e primitivo del movimento.

Dove guardarlo: Netflix

Ramona Bustiuc