Tutti gli articoli di federica mangano

Masterclass di Toni Servillo

Vasi vuoti che si riempiono e si svuotano

Il David di Donatello Toni Servillo si è presentato con estrema umiltà alla masterclass tenutasi il 26 novembre durante il quarantesimo anniversario del Torino Film Festival. Facendo una carrellata sulla sua vita, Servillo è passato dal racconto di storie familiari con zii “zitelloni” che andavano soli a teatro, al suo tardo incontro con il cinema, fino a parlarci della sua visione del mondo degli attori. 

Continua la lettura di Masterclass di Toni Servillo

DIARIO DI UN DOLORE – Francesco Alberici

Per la ventisettesima edizione del Festival Delle Colline Torinesi, la sala Off Topic ha ospitato venerdì 19 e sabato 20 ottobre, Diario di un dolore, scritto, diretto e interpretato dal premio Ubu Francesco Alberici, accompagnato dall’attrice Astrid Casali e con la partecipazione di Ettore Iurilli per la scrittura ed Enrico Baraldi per la regia.

Lo spunto è l’omonimo libro di Lewis, che parla di un lutto dell’autore e di come analizzare il proprio dolore, ed è suddiviso in quaderni, che vengono enumerati davanti agli spettatori. Interessante sapere che il nome originale del libro è A Grief Observed (Un dolore osservato) ed è proprio quello che accade in scena: si esplora il prisma del dolore passando dall’ipocondria ai mali fisici, alla depressione, fino alla perdita di una persona cara, il padre di Astrid. Tutti dolori che vengono legittimati indistintamente. 

Continua la lettura di DIARIO DI UN DOLORE – Francesco Alberici

Intervista a Valerio Binasco

Parlare di se stessi

Attore e regista, Valerio Binasco è uno dei maestri del teatro contemporaneo italiano. Spesso porta in scena testi già nel loro significato più profondo attuali, ma riesce a volte a donargli delle tinte ancora più presenti, che fanno sembrare Amleto “quello della porta accanto”. Il suo doppio lavoro lo stimola a parlare molto con gli attori, facendoli diventare registi dei loro personaggi. Alla base di tutto, ed è anche quello che cerca di trasmettere agli attori, sono una forte emozione ed empatia, che gli permettono di studiare il personaggio partendo dalla domanda “come si sente?” per poi andare nelle parti più oscure del proprio essere. Per lui un attore che resiste alle emozioni è un cattivo attore. L’importante è non scadere in quella che definisce la pratica della “pornografia del dolore”. Non crede di avere la passione per il teatro, ma di essere un appassionato di questa “strana arte” che gli permette di fare il teatro.

Continua la lettura di Intervista a Valerio Binasco