Teatro Gobetti.
Dopo l’annuncio di possibili interruzioni dovute ai black out in città, che per fortuna ha graziato il pubblico il 29 maggio 2026, è andato in scena La Mandragola, dal testo di Niccolò Machiavelli, riadattato diretto e interpretato da Jurij Ferrini, insieme a Matteo Alì, Alessandra Frabetti, Raffaele Musella, Federica Quartana, Michele Schiano Di Cola e Angelo Tronca.
La storia narra del giovane e ricco Callimaco, innamorato di donna Lucrezia che però è sposa di Nicia, interpretato dallo stesso Ferrini, col quale non riesce però ad avere figli.
Con arguzia e intrecci di inganni i personaggi riescono a convincere Nicia dell’esistenza di una pianta magica, la mandragola, capace di risolvere il problema di infertilità della moglie a costo però della vita del primo uomo con il quale avrebbe giaciuto.

Costumi essenziali e contemporanei, una scenografia mobile e attenzione ai dettagli sono gli elementi che colpiscono di più di questa rappresentazione.
Tra attore-narratore, attori in scena e pubblico attraverso la rottura della quarta parete si crea un gioco di complicità coinvolgente, nel quale piccoli momenti di comicità creano parentesi leggere e divertenti.
Queste ultime sono accostate a una critica della società dell’epoca che risulta sempre attuale, grazie alla quale si esaltano vizi e virtù dei personaggi, dove la beatitudine di Lucrezia e la premura della madre Sostrata vengono contrapposte a egoismo, opportunismo e ipocrisia dei personaggi.

Attraverso la figura del frate che in cambio di denaro collabora nell’inganno e riesce a convincere Lucrezia ad andare oltre la sua virtù, Machiavelli mostra il potere ma anche il lato oscuro della Chiesa. Ferrini sceglie di dare una forma particolarmente non convenzionale a questo personaggio che fa ridere ma allo stesso tempo riflettere.

Apparenza e realtà si contrappongono e azioni individuali celano spesso motivazioni emotive specifiche anche se non sempre dichiarate apertamente.
Un gioco di schermi tra quello che si desidera, quello che si è e quello che si vuole mostrare di sè crea un buffo cortocircuito in scena che trova equilibrio nel disvelamento dell’inganno finale.
Un classico senza tempo che non smette mai di sorprendere e divertire.
Marta Cavalliere
Crediti:
Testo di Niccolò Machiavelli
Attori: Jurij Ferrini, Matteo Alì, Alessandra Frabetti, Raffaele Musella, Federica Quartana, Michele Schiano Di Cola, Angelo Tronca
Regia: Jurij Ferrini
consulenza scene e costumi: Anna Varaldo
Luci: Antonio Merola
Foto: Luigi De Palma
Assistente alla regia: Carla Carucci
Produzione : Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale