ALEARGA: la donna che corre

Corri. Corri per mantenerti in forma, per rilassarti, per il puro piacere di praticare uno sport. Ma correre significa solo questo? Non di certo per la protagonista di Alearga (che appunto significa “Corri!”), una giovane donna la cui età non ci viene mai svelata ma che si presuppone sia attorno ai trent’anni. Lei corre perché vede il tempo fuggire troppo velocemente portando via con sé la sua giovinezza. Corre quando sente che la vita le sta mettendo davanti sfide difficili da superare. Corre quando le sembra di essere inadatta alla figura di donna perfetta che la società vuole. Corre, ma nello stesso tempo riflette in solitudine sulle sue esperienze passate, sulle delusioni e i suoi cambiamenti.

                                                                                                                                  Dolore nel ricordare, paura del tempo che passa lasciando segni sul corpo e nell’anima, confusione e senso di solitudine; queste sono le emozioni che Nicoleta Lefter, nei panni della giovane donna, indossa per noi. Unica attrice di tutta la performance, Nicoleta interagisce con i pochi, ma significativi, oggetti presenti sulla scena: da un impermeabile appeso a un gancio che rappresenta una storia d’amore andata alla deriva a una cornice vuota. Sullo sfondo talvolta vengono proiettati dei video, come quello iniziale con dei gatti, talvolta invece rimane nero, spoglio; mentre la luce, per lunghi tratti assente, non è mai forte e nitida come a riflettere la mancanza di piena comprensione e chiarezza della propia identità.                                                                                                                    

A dare l’idea del precipitare degli anni non è solo il continuo correre della protagonista, sia sul posto che intorno tutta la piccola sala, a piedi scalzi o con dei vistosi tacchi rossi. Anche il parlare della giovane donna è veloce. Le sue parole, riprese dall’omonimo romanzo di Ana Maria Sandu e tradotte per noi da Irina Wolf e Laura Bevione, sembrano poesia scritte in prosa e si alternano con momenti di silenzio in cui si sentono solo i respiri della donna ritmati dalla corsa ed altri in cui interagisce con il pubblico leggendo frasi in italiano segnatasi sul braccio per farsi capire.

Alearga senza dubbio è uno spettacolo che ci mette di fronte a pensieri e stati d’animo che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita. La giovane donna corre. Probabilmente anche noi corriamo, almeno metaforicamente parlando, e ricade solo su di noi la scelta sui motivi per cui farlo.

Sabrina Ventrone

ALEARGA:                                                                                                            

Di Ana Maria Sandu
regia Nicoleta Lefter                                                                                                     dal nomanzo di Ana Maria Sandu
ideazione Silvia Călin
interpretazione Nicoleta Lefter                                                                              versione originale con sopratitoli in italiano
traduzione Irina Wolf e Laura Bevione per il Festival delle Colline Torinesi

presentato con il contributo di Istituto Culturale Romeno e Accademia di Romania a Roma

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