METADIETRO – FLAVIA MASTRELLA E ANTONIO REZZA

In Metadietro di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, andato in scena al Teatro Carignano a Torino dal 2 al 7 giugno, l’ironia diventa canale per educare il pensiero critico sulla realtà. 

Nell’incontro organizzato con gli artisti il 3 giugno al Circolo dei lettori, e moderato da Claudio Giunta e Federica Mazzocchi, Flavia Mastrella, parlando di intelligenza artificiale, ha affermato: «Per me è molto difficile penetrare nella tecnologia. Cerco di tramutarla in materia, la trasformo nella mia mente e poi fisicamente. L’estetica virtuale sono riuscita a portarla avanti con Metadietro. È un’estetica che sovrasta l’essere umano e lo schiaccia, lo distrugge».

Nello spettacolo, infatti, una voce fuori campo sovrasta la scena, impone ritmi serrati e conduce la narrazione secondo regole proprie. Nella prima parte troviamo Antonio Rezza in veste di ammiraglio che cerca di portare in salvo la sua nave, in costante dialogo con una voce severa e infuriata che si indispone ad ogni parola pronunciata. L’essere umano si è impegnato a codificare l’intelligenza artificiale, ma chi si premurerà di riscoprire e preservare quella umana? Può il teatro essere strumento di sviluppo per quest’ultima? Flavia Mastrella, nella scheda di sala, scrive «Tornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata, confusa, inadeguata».

In scena, al fianco di Antonio Rezza, troviamo Daniele Cavaioli, performer sensibile, delicato, presente. Cavaioli incarna una presenza umana che risponde, ripete, segue il ritmo e diventa guida attenta e consapevole di un viaggio assurdo e lisergico, reso reale e tangibile grazie alla costante apertura al pubblico. Antonio e Daniele viaggiano attraverso vari mondi portando una bandiera, ostinato tentativo dell’uomo di conquistare e aggiungere un aggettivo possessivo a una terra. Tessuto che nel percorso si ricopre di escrementi di cane, ma che continua ad essere usato come stendardo: vessillo della potenza e della volontà dell’uomo di farsi capo di qualcosa, anche se ricoperto di sterco rimane un simbolo atteso e necessario.

Antonio Rezza vestito in blu elettrico, e Daniele Cavaioli, in verde, ci conducono in un viaggio che permette di esplorare nuovi orizzonti e strade a senso unico che portano con sicurezza alla risata. Eppure, siamo nel tempo del politically correct, un periodo in cui ci si interroga costantemente sulle parole da usare e su cosa sia opportuno scherzare. L’autoironia e il riso sono oggetto di indagine prima ancora di potersi affermare. Immersi in una parodia del metaverso, noi spettatori di Metadietro, seduti sulle comode poltrone del teatro, veniamo additati e denominati «vegetali» dall’attore in scena.

Chiamati in causa veniamo scossi con forza dalle radici, sapendo di non poterlo contraddire: se siamo esseri umani, dove sono le nostre parole oggi? Cosa ci differenzia da un vegetale, in questi giorni in cui spesso ci pieghiamo come fili d’erba senza mai contraddire il vento? Scampiamo la bufera sperando che non sia il nostro bosco ad essere bruciato vivo o che le bombe non colpiscano proprio il nostro orto; tra i rami nascondiamo le tracce di guerre di cui ci dichiariamo innocenti. Ma ridere ai tempi del politically correct mentre nella nostra linfa scorre il sangue di un’umanità in fin di vita, si può fare?

Si deve!

Silvia Guzzi

di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Daniele Cavaioli
habitat Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
luci e tecnica Alice Mollica
voci fuori campo Noemi Pirastru e Mauro Ranucci
ph Flavia Mastrella

una produzione
La Fabbrica dell’attore
Teatro Vascello
Rezza Mastrella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *