FDCT23-LATE NIGHT_APPLAUSI SCROSCIANTI

Cosa si aspetta la società del XXI secolo dall’arte? Arduo compito dare una risposta a questo interrogativo e ai numerosi altri che il Bliz Theatre Group pone al pubblico con lo spettacolo Late Night. Novanta minuti di performance intensa, che racconta le macerie di un’Europa devastata dalla guerra attraverso gli occhi di tre donne e tre uomini che si trovano in una sala da ballo fatiscente. Qualcuno nemmeno si ricorda come ci sia finito. Padroni di questo luogo surreale sono il tempo e l’attesa. Ma cos’è che i sei stanno aspettando? Davvero siamo solo esseri umani in balia degli eventi e che altro non possono fare se non attendere che tutto quanto finisca? E, soprattutto, come trascorrere questo tempo? Danzando. Entrando in sala, accompagnata fin da subito dalle note di un valzer, non ho potuto fare a meno di pensare che se Pina Baush avesse mai voluto mettere in scena Aspettando Godot, l’avrebbe fatti così. Da un lato le macerie di questa apocalisse ricordano il muro di mattoni distrutto in Palermo, Palermo; dall’altro questo senso di eterna attesa di qualcosa di non ben identificato non può non far riecheggiare nella memoria i dialoghi beckettiani. Tutto ciò, però, è magistralmente riportato al nostro presente: l’assurdo e il surreale proposti dal Bliz Theatre Group  al suo pubblico sono estremamente concreti. Ecco che, tra i passi di valzer, si fanno strada altre domande che ribaltano la prospettiva del mondo occidentale: se la guerra fosse qui, adesso? Se coinvolgesse noi, pubblico, in prima persona? Che armi avremmo per affrontarla? Come vivremmo l’attesa? Cosa cercheremmo tra le macerie? A cosa potremmo davvero aggrapparci per non commettere atti estremi?

La dimensione dell’attesa distorce la percezione del tempo. Il turbinio del valzer è interrotto da momenti recitati in cui gli attori rievocano ricordi dei tempi più felici, grazie ai quali contagiano il pubblico con la loro malinconia. Malinconia che in questi tempi di distruzione e annullamento è da considerarsi un lusso, anche quando le speranze sembrano vacillare. Resta un commovente entusiasmo nei momenti teatrali, alternato a pungenti episodi ricchi di sottile humor che fanno sorridere lasciando un sapore amaro in bocca. I tre uomini e le tre donne non cessano mai di danzare, un valzer dopo l’altro come se fosse l’unico modo di rimanere aggrappati alla vita. Ciò che impedisce ai sei protagonisti di abbandonarsi agli eventi sono le speranze e i sogni ormai alienati da quella che è la realtà dei fatti e ben lontani dalla concretezza della quotidianità; questa assurdità, tuttavia, è trascurabile dal momento che permette loro di proiettarsi fuori dallo spazio e lontano nel tempo, che sia nel ricordo o nel futuro. A chiudere la pièce un’ultima domanda, la più consistente di tutte, l’unica a ricevere risposta: a cosa serve davvero la memoria? A liberarsi del passato… e del futuro.

Uno spettacolo commovente, di quelli che fanno sentire il pubblico scomodo, di quelli che ti fanno lasciare la sala con la testa piena di domande e nemmeno una risposta; uno spettacolo di quelli di cui abbiamo disperatamente bisogno, ad opera di una compagnia della quale si può percepire l’effettiva esigenza di comunicare con il suo pubblico e che sa proporsi sempre con estrema raffinatezza. Applausi scroscianti a fine serata ben più che meritati.

Lucrezia Collimato

LATE NIGHT
di Angelos Skassilas
regia Angeliki Papoulia, Christos Passalis, Yorgos Valais

uno spettacolo di Blitztheatregroup
scenografia Efi Birba
costumi Vassilia Rozana
luci Tasos Palaioroutas
coreografia Yannis Nikolaidis
con Maria Filini, Yannis Nikolaidis, Angeliki Papoulia, Christos Passalis, Ioanna Rabaouni, Serafeim Radis

produzione Onassis Cultural Center, Blitztheatregroup
coproduzione con La Filature – Scène Nationale de Mulhouse

presentato in collaborazione con Piemonte dal Vivo

TEATRO ASTRA, Torino
martedì 5 e mercoledì 6 giugno 2018

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