porgy and bess

A concludere una stagione operistica caratterizzata da un attento sguardo al classico e al popolare (ne è prova la celebre trilogia verdiana, rappresentata in apertura) è un’opera americana, Porgy and Bess, firmata dai fratelli Ira e George Gershwin. La scelta di portare sul palco del Regio un’opera del repertorio moderno (per sonorità, ambientazione e tematiche) completa così un arco panoramico, destando la curiosità anche del melomane più legato ai classici.

La “folk-opera” (così preferì definirla il compositore) basa il suo argomento sul dramma Porgy di Dubose e Dorothy Heyward: abbandonata dal violento Crown, Bess trova protezione e sincero affetto nella figura di Porgy, povero mendicante “ricco di niente” se non dell’amore per la donna. Il ritorno del legittimo marito mette in crisi l’equilibrio della coppia, portando i due rivali allo scontro e alla vittoria di Porgy nel duello; sospettato però dell’omicidio, verrà portato in centrale per l’identificazione del corpo. Bess rimane sola, e messa alla prova dalle tentazioni di Sporting Life (il dispensatore locale di “polvere d’angelo”) ricade nel circolo vizioso di droga e libertinismo, seguendo il malvivente alla volta di New York City. Tornato indenne dall’interrogatorio, Porgy non trova la sua amata ad aspettarlo: decide così di inseguirla, dirigendosi verso la Grande Mela.


Sullo sfondo della storia d’amore risiede la quotidianità di un sobborgo afroamericano (“Catfish Row”, via del pescegatto), caratterizzata tanto dalla pratica della pesca quanto dalle tipiche contraddizioni di una comunità povera: i due elementi contrapposti rappresentati dalla fede (incarnata dal personaggio di Serena e dai suoi ricorrenti sermoni) e dal vizio (simboleggiato da Sporting Life, spacciatore di cocaina) danno una concreta immagine dei pilastri su cui si basava (e su cui si basa in parte tutt’ora) la vita dei suburbs statunitensi. Ed è proprio nella trattazione di questo argomento, e la modalità stessa in cui viene trattato, che risiede il genio del compositore: attraverso l’impiego di una “forma impegnata”, Gershwin porta in scena situazioni e figure emblematiche di una realtà raramente trattata nel teatro lirico, quella dei neri d’America; ritornano quindi punti chiave della tradizione operistica come le scene di gioco d’azzardo e i Divertissement, adattati al contesto contemporaneo con una partita a dadi per strada e con la sospensione della vicenda per l’arrivo della Strawberry Woman e del Crab Man.

Protagonisti della vicenda sono Alvy Powell e Morenike Fadayomi, interpreti rispettivamente di Porgy e Bess: entrambi offrono una resa dei personaggi efficace ed emozionante, non sempre pulita ma, proprio in questo, fedele alla purezza delle scene di vita di Catfish Row; con loro in scena vi sono Darren Stokes, Chauncey Packer ed Errin Brooks nei ruoli rispettivi di Crown, Sporting Life e Robbins. Degne di plauso sono le performance di Marjorie Wharton (Maria) e Mari-yan Pringle (Serena): la prima risalta per la capacità di caratterizzare il personaggio (che già di suo è fortemente comico), senza però far cadere in secondo piano il suo ruolo; la seconda per l’abilità lirica, in particolare nell’aria conclusiva dell’atto primo “My Man’s Gone Now” dove appare molto toccante ma non struggente, bensì forte ed espressiva. La produzione è firmata da Baayork Lee (Regia), Michael Scott (Scene), Reinhard Traub (Luci) e Christina Giannini (Costumi). A completare il cast, il coro del New York Harlem Theatre: qui più che in precedenti opere il coro riesce a trovare di volta in volta una nuova maniera per essere protagonista (nonostante siano molteplici le scene dove compare).

Un’ultima nota sulla scenografia: articolata e realistica, non è per questo meno funzionale (specie nei cambi di scena dal “fronte” della strada al “retro” delle scene di interno). Interessante è il lavoro svolto sul light-design: l’illuminazione posta nel fondale (dove risiedono le barche attraccate al porto) rispecchia e risalta l’azione presente in scena, dando vita a ricorrenti cambi cromatici da toni più freddi a più caldi.

L’opera, diretta dal Maestro Richard Cordova, è andata in scena al Teatro Regio dal 2 al 7 luglio.


“Porgy and Bess”

Di George Gershwin, DuBose e Dorothy Heyward, Ira Gershwin.

Direttore artistico e musicale: William Barkhymer

Regia: Baayork Lee

Scene: Michael Scott

Luci: Reinhard Traub

Costumi: Christina Giannini

Direttore d’orchestra associato e Maestro del coro: Richard Cordova

Assistente del direttore d’orchestra: Dan Saunders

Direttore dell’allestimento: Paolo Giacchero

Solisti e Coro del New York Harlem Theatre

Orchestra del Teatro Regio

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