OUT OF THE BLUE – STAGIONE 2022-2023 TEATRO STABILE TORINO

C’è un’attività estiva che trovo particolarmente piacevole: pregustare le gioie invernali, sfogliando le stagioni dei teatri che frequenterò.
A grandi linee dunque, vediamo cosa ci propone il Teatro Stabile di Torino per la stagione 2022/2023. 

Out of the blue. 

Una stagione dall’anima ibrida, che sa porsi nel solco della tradizione, ma con uno sguardo attento al presente. Valerio Binasco e la sua ciurma quest’anno decidono di puntare più a un teatro d’impegno, di indagine critica, che sul puro e semplice intrattenimento.

In apertura, al Carignano Il Crogiuolo, testo di Miller (consiglio di leggerlo in coppia a Fahrenheit 451 di Bredbury) che meglio restituisce le atmosfere del maccartismo, la regia è di Filippo Dini.
A Dini è poi affidata la regia di un dramma contemporaneo Agosto a Osage County di Tracy Letts che per questo testo si aggiudicò il Pulitzer.
Valerio Binasco invece metterà in scena un inedito di Melania Mazzucco Dulan la sposa e Sei personaggi in cerca d’autore
Dopo il successo del Misantropo torna Leonardo Lidi con tre titoli. Il Gabbiano di Čechov; una drammaturgia del giovanissimo Diego Pleteuri, Come nei giorni migliori ed infine un capolavoro di Strindberg La signorina Giulia.
Torna l’ungherese Székeli con Riccardo III e il suo ultimo lavoro Hedda Glabler di Ibsen – quest’ultimo coprodotto col teatro Katona.
L’acclamatissimo Alessandro Serra porterà in scena lo spettacolo per l’infanzia Il principe di Mezzanotte.
Molto attesa la regia di Gabriele Vacis che porta in scena Antigone e i suoi fratelli con i suoi allievi della scuola del Teatro Stabile di Torino.
Da tenere d’occhio anche i lavori di Roberto Andò e Davide Livermore: uno metterà in scena il capolavoro di Raffaele La Capria Ferito a morte, l’altro lavorerà sul titolo schilleriano Maria Stuarda
Da non perdere, il lavoro di Jurji Ferrini  nella doppia veste di regista e  attore, Otello.
Non manca il consueto sguardo europeo come testimoniano le collaborazioni con teatro ungherese Katona e con l’Odeon parigino Infatti è bene ricordare che il Teatro Stabile di Torino fa parte di mitos21 rete che riunisce il meglio del teatro europeo.
Così come ha un respiro europeo il festival Torinodanza organizzato dal TST. Non dimentichiamo che lo Stabile di Torino è unico partner italiano del progetto quadriennnale Big Pulse Dance Allience  che riunisce 12 istituzioni di danza e festival Europei.

Una stagione di questo calibro non può che lasciare a bocca aperta, ancor più a pensare che si tratta di brevi cenni. L’invito è quello di approfondire nelle biglietterie e sul sito dello Stabile.

Giuseppe Rabita

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