2984 – ALESSANDRO MAIDA_MAGDACLAN CIRCO

Una passeggiata in un pianeta deserto, un incontro con l’altro da sé e con il sé più profondo, la scoperta di tracce che sono rimaste come testimonianza di una storia passata, come lascito per reinventare il presente.

Domenica 22 gennaio è andata in scena in anteprima nazionale la performance 2984, la nuova produzione di MagdaClan Circo immaginata ed interpretata da uno dei fondatori della compagnia, Alessandro Maida.

La scena diventa qui un angolo di un mondo futuro dove non rimane più nulla se non frammenti di memorie, custodite in un’avventura che si lascia far accadere di fronte alle manifestazioni più improbabili ed ironiche.

Il palco si svela all’inizio in tutto il suo ordine e gli occhi dello spettatore fanno subito amicizia con un’ambientazione composta da massi e rocce, sassi e sassolini, sabbia scura e sabbia rossa, oggetti semplici da giardiniere come una carriola e un annaffiatoio. Tutto è al proprio posto, tutto è immobile.

ph Aquaro

Eppure tutto cambierà con il risveglio del protagonista, il quale si lascerà affascinare e sedurre da reliquie scovate sotto-sopra-fuori-dentro le rocce: un computer portatile, una piramide dorata, una lattina di Coca-Cola, il braccio di un manichino. La scena si sfalda ad ogni incontro con questi oggetti sacri che segnano il mutare dei quadri, mentre l’andamento scenico si fa sempre più avventura, gioco, scoperta, superamento della paura verso l’ignoto o il dimenticato.

ph Aquaro

L’utilizzo dello spazio è sapientemente sfruttato grazie al corpo del protagonista in perenne equilibrio sulle rocce e sulla vita, la quale sembra essere protetta da una luce costante presente alle sue spalle e posizionata su di un braccio portante che un tecnico,  un co-attore in penombra nel fondale, fa muovere sulla scena.

Il suono si diffonde nella forma di frane rocciose costanti, un tappeto sonoro materico, concreto, che si può toccare con le mani e con i sensi. Un fragore sempre più corposo comincia a raggiungere lo spettatore dai lati del palco e da un fuori campo predisposto alla schiena di quest’ultimo, il quale viene inglobato e immerso anch’esso in quel paesaggio ostile eppure amico allo stesso tempo.

Non siamo più a teatro, tutto il pubblico si riscopre in questa landa che ci vuole dire qualcosa. Ma cosa? Cosa ci vuole comunicare?

Di fronte a queste domande lo spettatore non ha risposte certe e si affida all’ascolto invece simbiotico del protagonista, che capta ogni sussurro, ogni invito, ogni avvertimento, allacciando un dialogo con la Terra e con i simulacri immanenti a protezione di un viaggio scandito dalla ciclicità del giorno e della notte.

ph Aquaro

Maida è un’artista completo che sfida sé stesso in una performance di forte impatto, in cui il controllo estremo del corpo si riflette soprattutto nelle sfumature più sottili, nei tratti del carattere di quest’uomo che forse ha capito di essere rimasto l’unico sul pianeta. Per farlo, si serve di diversi linguaggi artistici che si compenetrano l’uno nell’altro fondendosi e dando vita ad un racconto costruito più di tutto con molti e ricercati elementi di teatrodanza.

ph Aquaro

La bellezza dell’interpretazione sta dunque nei dettagli, nell’uso capace di un’espressività scavata in profondità. Il protagonista è un adulto bambino in cerca delle proprie tracce storiche e di simboli nuovi da adulare. Indossa il guanto dell’ingenuità, quella infantile, tenera, di chi non sa cosa lo aspetta e allo stesso tempo non ha paura di fare quel passo avanti che lo porterà a conoscere e superare le sue paure e aspettative.

Un’ora di spettacolo che riesce ad espandersi, a risuonare nello spazio, ad andare oltre il tempo e oltre l’adesso.

ph Aquaro

Silvia Urbani

CREDITI

Ideazione, scrittura e interpretazione: Alessandro Maida

Creazione luci e interpretazione: Flavio “Enzo” Cortese

Occhio esterno: Giorgio Bertolotti

Consulenza artistica: Roberto Magro

Direzione e composizione musicale: Pino Basile

Scenografie: Francesco Fassone e Jessica Koba

Costumi: Augusta Tibaldeschi

Consulenza antropologica: Giorgia Russo

Produzione: MagdaClan Circo

Spettacolo accompagnato da Solo But not Alone, progetto vincitore di Boarding Pass Plus Circo (Quattrox4, Milano-capofila, Circo all’inCirca-Udine, Dinamico Festival-Reggio Emilia, MagdaClan-Piemonte, Berlin Circus Festival-Germania, Cirkorama-Croazia, Cirkusfera-Serbia, Cirqueon-Repubblica Ceca, Erva Daninha-Portogallo, INAC-Portogallo)

Spettacolo accolto in residenza a: L’Elba del Vicino – Rio Marina (LI) / Dinamico Festival – Teatro MaMiMo, Reggio Emilia / Teatro Asioli – Correggio (RE), / Manicomics – Teatro Open Space 360°, Piacenza / residenze Surreale – FLIC Scuola di Circo, Torino / Teatro della Tosse – Resistere e Creare 2023, Genova / Mon Circo – Comune di Montiglio Monferrato e di Comune di Cunico (AT)

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