Croce della normalità
Siamo soliti guardare ad un ciocco di legno come ad un oggetto inanimato o uno scarto di lavoro. Proverei però a suggerire l’dea che invece possa rappresentare qualcosa di più: a ben pensarci, non è altro che una parte di un essere vivente che è stata tagliata via dal corpo di quest’ultimo.
Ma l’albero, se non tagliato per intero, continuerà a crescere. Ed è proprio la crescita il principale scopo e il fine ultimo dello spettacolo messo in scena al Teatro Astra dalla compagnia Scuola Elementare del Teatro con la regia di Davide Iodice, che reinterpreta la storia del romanzo di Collodi, ponendo l’accento sulla diversità e il disagio provato da ragazzi con disabilità fisica e/o mentale e da coloro che li circondano e sostengono. In particolare, rifacendosi e sviluppando la definizione attribuita al burattino da Carmelo Bene che lo definisce “un pezzo di legno crocifisso”; in questo caso, alla croce della disabilità e diversità che rende la normalità non solo diversa, ma distante dalla propria vera essenza e individualità. Da qui la domanda: Che cos’è una persona? Che cosa ci divide da un burattino spezzato? Si tratta di una sensibilità diversa, un corpo diverso, ma pur sempre di un individuo.

D’altra parte Pinocchio rappresenta l’incapacità, il rifiuto di crescere, in questo caso l’impossibilità forzata di essere in tutto e per tutto come gli altri. “Io sono semplicemente IO”, come viene detto durante lo spettacolo. Forse il burattino non ha bisogno di diventare un bambino vero, e nella sua diversa abilità mantiene l’innocenza spezzata di qualcuno che apparentemente non vuole o non può crescere, ma che col suo rifiuto della “normalità” soddisfa la condizione sine qua non egli non potrebbe essere sé stesso. Del resto, il termine normale è oggi fin troppo semplificato e relativo, dal momento che ci basta guardare attraverso gli occhi di un burattino, perché anche l’immobilità, il silenzio o le parole sconnesse, i gesti convulsi possano diventare normalità.
Linda Steur
Ideazione, drammaturgia, regia, scene e luci Davide Iodice
Con Giorgio Albero Gaetano Balzano, Danilo Blaquier, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Giuseppe De Cesare, Simona De Cesare, Patrizia De Rosa, Gianluca De Stefano, Paola Delli Paoli, Chiara Alina Di Sarno, Aliù Fofana, Cynthia Fiumanò, Vincenzo Iaquinangelo, Marino Mazzei, Serena Mazzei, Giuseppina Oliva, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Giovanna Silvestri, Jurij Tognaccini, Renato Tognaccini
Compagnia Scuola Elementare del Teatro APS
Produzione Interno 5, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale
Partner Teatro Trianon Viviani, Forgat Odv
Training e studi sul movimento Chiara Alborino, Lia Gusein-Zadé
Equipe pedagogica e collaborazione al processo creativo Monica Palomby, Eleonora Ricciardi
Tutor Danilo Blaquier, Veronica D’Elia, Mara Merullo
Cura del processo laboratoriale Scuola Elementare del Teatro Aps
Versi Giovanna Silvestri
Realizzazione scene Ivan Gordiano Borrelli
Cura dei costumi Daniela Salernitano con Federica Ferreri
Tecnico audio Luigi Di Martino
Tecnico luci Simone Picardi
Direttrice di produzione Hilenia De Falco
Ufficio stampa Elena Lamberti
Si ringraziano Gabriele D’Elia, Tonia Persico, Ilaria Scarano