Luci di una città frenetica
Una bombetta illuminata da una luce calda al centro della scena: è così che ha inizio questo spettacolo di Tedacà, ispirato a uno dei maestri della risata, Charlie Chaplin, e a uno dei suoi film più celebri, Luci della Città, che ha fatto la storia del cinema muto. Al teatro Astra assistiamo ad uno show in cui il linguaggio non verbale ha un ruolo centrale con street dance, danza jazz, tip tap e teatro fisico. La trama del film viene ripresa e rielaborata senza utilizzare nemmeno una parola. A far da accompagnamento e descrizione ai movimenti dei performers c’è la musica suonata dal vivo da Supershock, Paolo Cipriano, accompagnato dalla voce di Michela Paleologo, che ha contribuito in modo significativo anche alla coreografia.
Come in una qualunque città, nel film, così nello spettacolo ritroviamo la figura del Tramp, Chaplin, un vagabondo di animo gentile innamorato di una fioraia. Il Tramp nel mondo comico, è un ruolo che va a delineare il cliché di un giramondo arguto ma che, se ci atteniamo ad una traduzione letterale, va a sottolineare il suo passo pesante, rappresentando il tipico clochard sbadato e goffo. La figura richiama nel nostro vissuto il personaggio e il ruolo sociale del barbone, molto utilizzato anche nell’ambito circense classico e contemporaneo. Esattamente come accadrebbe in un circo, nella rappresentazione di Tedacà, accanto alla trama, ritroviamo danze di gruppo che con abilità lasciano intravedere dietro alla figura di Chaplin, l’identità creativa della compagnia. Il pubblico si ritrova un po’ disorientato nel cercare di comprendere e seguire il filo narrativo, come in una città frenetica, si perde confuso, nelle tante danze del tran-tran quotidiano, che fanno quasi dimenticare l’aspetto più romantico della nostra esistenza.
In onore a uno dei più grandi esponenti della risata cinematografica, sarebbe più efficace aggiungere alle danze, perfettamente riuscite, un aspetto umoristico più marcato, in quanto Chaplin non solo danzava con grande passione ma trasmetteva attraverso il comico, messaggi profondi e tutt’ora molto attuali. In una società dove il Tramp finisce spesso per essere ignorato in mezzo all’egoismo, alla frenesia, alle luci di una città caratterizzata da una vita caotica, ci viene ricordato che il sogno deve scendere comunque e sempre a patti con la dura realtà.
Linda Steur
Ispirato a Luci della città di Charlie Chaplin
Regia Valentina Renna
Con la supervisione di Simone Schinocca
Composizioni originali e colonna sonora live Supershock (Paolo Cipriano)
Con Francesca Bovolenta, Simone Fava, Diva Franceschini, Michela Paleologo, Andrea Semestrali
Lighting Design, coordinamento tecnico e scenico Florinda Lombardi e Sara Brigatti
Produzione Tedacà,
con il sostegno del Ministero della Cultura