STUDIO PER LE SERVE – MARCIDO MARCIDORJS E FAMOSA MIMOSA

La stagione teatrale 2025/2026 del Teatro Marcidofilm! si apre con lo spettacolo che ha segnato quarant’anni fa l’esordio della compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa: Studio per Le serve, liberamente ispirato al testo di Jean Genet. Non si tratta di una riproposizione letterale, ma di una rilettura che conserva l’essenza drammatica dell’opera originale.

Al centro della scena si erge una piccola pedana circolare su cui prendono vita le due sorelle, Solange e Claire (qui chiamata Chiara). Nel dramma di Genet le due sono cameriere al servizio di una donna ricca, Madame, figura che adorano quanto detestano e temono. La imitano, la deridono, ne indossano i vestiti e i gioielli quando è assente, e inscenano il suo omicidio alternando i ruoli fra di loro e sognando di avvelenarla dopo aver denunciato il suo amante.

Questo odi et amo viene evocato con forza dalla straordinaria fisicità scenica di Maria Luisa Abate. Ogni parola è scandita non solo da una corporeità sonora possente, ma è anche accompagnata da gesti molto precisi: posture studiate, movimenti del busto e delle braccia, variazioni dell’espressione. L’attrice gioca con l’unica fonte luminosa, una lampadina sospesa sopra di lei, che copre e scopre con le mani generando ombre mutevoli e suggestioni visive.

Accanto a lei Paolo Oricco, inizialmente presenza silenziosa, poi voce amplificata del testo che arriva ad assumere in definitiva il ruolo di Chiara, ma in forma marginale. Alla fine, infatti, sembra diventare quasi scultore del corpo di Solange: le estrae fili di perle dalle viscere che fissa alla pedana, per poi incoronarla con una sorta di corona di spine fatta di mollette da bucato, come a rinchiudersi in una prigione fatta di gesti ripetuti ossessivamente.

L’interpretazione complessiva è intensa e incalzante. La rielaborazione del testo si rivela molto efficace grazie soprattutto alla carica gestuale di Maria Luisa Abate e all’attenzione impressionante affidata alla parola. In questo modo i due attori riempiono la scena in modo autentico e raffinato.

Resta, tuttavia, la sensazione di vedere Paolo Oricco limitato a un ruolo quasi laterale: una presenza che vibra e che avrebbe potuto risuonare più a lungo.

Ad ogni modo, lo studio proposto dalla compagnia somiglia a un rito consumato a lume di lampadina: intimo, seducente, accattivante. Una rilettura che mantiene l’essenza di Genet e la restituisce come un battito irregolare, ma riconoscibile e nitido. E quando il buio cala, rimane nell’aria l’impressione di aver assistito a qualcosa di piacevole e interessante, fluttuante come un’ombra discreta.

Emanuela Cerino

STUDIO PER LE SERVE da Jean Genet

Con Maria Luisa Abate – Solange e Paolo Oricco – Claire

Scena e costumi di Daniela Dal Cin

Regia di Marco Isidori

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